Kontakt 6: prezzi e funzioni

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Se ti trovi a leggere questo articolo probabilmente avrai già sentito parlare di Kontakt, il noto software della casa Native Instruments (NI) che compie quest’anno 25 anni dalla sua fondazione. Per l’occasione, la Native regala (fino al 31 dicembre 2020) una nuovissima libreria intitolata “Twenty Five” che citando la descrizione della pagina ufficiale “permette alle generazioni future di ricombinare e re-immaginare la nostra eredità sonora in qualcosa di completamente nuovo”. In parallelo è stato lanciato un concorso che premierà i primi 25 in classifica, con premi che vanno da prestigiose licenze della Native Instruments a dispositivi hardware in edizione limitata. Se anche tu crei musica, potrai partecipare gratuitamente visitando il sito ufficiale: 25 Anni di Native Instruments

Kontakt è stato uno dei primi software che ho inserito subito tra la mia collezione di strumenti per fare musica. Ormai alla sesta versione, questo software versatile nasce inizialmente per creare “Sample Library” ovvero librerie di suoni campionati. Con il passare del tempo la Native Instrument ha investito molto tempo e denaro nello sviluppo e il miglioramento delle sue funzionalità arrivando ad essere un ottima alternativa a tanti sintetizzatori.

Nei paragrafi che seguono tratteremo prima le caratteristiche principali di Kontakt, poi del suo linguaggio di programmazione nativo, il Kontakt Script Processor o KSP, e in fine per i più curiosi un brevissimo paragrafo sarà dedicato alla sua storia e alla sua evoluzione nel tempo.

  1. Le caratteristiche principali di Kontakt
  2. KSP: il linguaggio nativo di Kontakt
  3. Quanto costa Kontakt?
  4. La storia di Kontakt

Le caratteristiche principali di Kontakt

Kontakt nella sua ultima versione, la 6.6, si presenta con un’interfaccia grafica semplice e a tratti intuitiva. Sulla sinistra troveremo il catalogo con tutte le librerie audio che abbiamo acquistato tramite seriale. P.S. molto spesso la Native Instruments o altri produttori di librerie audio, rilasciano licenze gratuite dei loro prodotti più venduti. Al centro, facendo doppio click sulla schermata nera, potremo creare il nostro primo virtual instrument. Non manca il menu di navigazione utile per organizzare ed esplorare patch o semplicemente i file audio che abbiamo sul computer.

kontakt interfaccia utente
L’interfaccia grafica di Kontakt della Native Instruments

Gli strumenti fondamentali per creare il tuo primo virtual instrument

Cliccando sull’icona a forma di chiave inglese, a sinistra dello strumento, accediamo ad un menù dove è possibile configurare ogni singolo parametro dei nostri effetti o ancora organizzare per gruppi i sample, aggiungere effetti, creare canali di routing e per finire programmare il nostro virtual instrument.

kontakt interfaccia pannelli configurazione virtual instrument

È interessante comprendere le meccaniche che stanno dietro a questo software. Ogni campione viene riprodotto utilizzando uno tra sei possibili “Playback mode“. Le modalità di riproduzione sono ottimizzate per ottenere diversi risultati, vediamo insieme quali sono:

  • Sample: in questa modalità i campioni vengono mantenuti sulla RAM andando quindi a caricare la memoria;
  • DFD (Direct from Disk): una soluzione ad alte prestazioni che mantiene i campioni sul disco senza sforzare la RAM;
  • Tone Machine: in questa modalità, è possibile cambiare l’intonazione e le formanti dei suoni
    indipendentemente dalla velocità di riproduzione;
  • Time Machine, Time Machine II e Time Machine Pro: queste modalità di riproduzione permettono di comprimere e allungare i campioni in tempo reale, lasciando inalterata la loro tonalità;
  • Beat Machine: in questa modalità sarà possibile gestire campioni ritmici, rendendoli adatti al tempo della canzone che stiamo creando.

La modalità di riproduzione o “Playback mode” può essere cambiata tramite il menu a tendina nell’angolo in alto a sinistra del pannello di controllo del modulo sorgente o “Source“.

Navigare tra le interfacce utente

Le interfacce grafiche delle librerie audio per Kontakt variano dalle più moderne alle più minimali. Di sviluppatori sul mercato ce ne sono un’infinità, basta dare un’occhiata su Pluginboutique. Esistono anche molte alternative gratuite che proveremo a trattare in un articolo in futuro.

Tutti gli slider, i bottini e le manopole (in gergo tecnico chiamati “pot” o “knob“) sono assegnabili. E cioè è possibile utilizzare un controller MIDI per manipolare in tempo reale il parametro prescelto. Nella libreria “Twenty Five” qui sotto, disponibile gratuitamente fino al 31 Dicembre, è possibile modificare gli effetti, controllare i parametri sull’inviluppo, creare sequenze, arpeggiatori e tanto altro ancora.

kontakt play series twenty five
La libreria “Twenty Five” disponibile nella collezione “Play Series” della Native Instruments

Sul mercato ogni casa produttrice è specializzata in qualcosa. Le funzionalità più ricercate e prestigiose includono:

  • il legato: funzione che permette di costruire un suono più omogeno durante le variazioni, specie per strumenti a fiato o a corda come violini, trombe o flauti.
  • le evoluzioni: funzioni uniche che permettono di eseguire sequenze di note, accordi o melodie per arricchire il suono di un ensemble di strumenti come sezioni per archi o fiati, o ancora suoni elettronici sperimentali.
  • il beat control: funzionalità che permette di manipolare la velocità di riproduzione di un campione complesso composto da parti ritmiche e melodiche.

KSP: il linguaggio nativo di Kontakt

Oltre a creare un set di suoni ed effetti audio per le vostre librerie sarà inoltre possibile creare delle interfacce utente interattive per avere a portata di mano tutto quello che può essere utile durante una performance o in fase di produzione musicale. Kontakt integra un linguaggio di programmazione limitato ma sufficiente per raggiungere risultati interessanti e soddisfacenti.

kontakt ksp script processor linguaggio nativo
Un estratto di codice in formato KSP per Kontakt della Native Instruments

Programmare una libreria in KSP non è un’impresa poi così difficile anzi, scoprirete tantissimi forum e codici già pronti per essere utilizzati. Inoltre potrete ottenere dei meccanismi che difficilmente troverete sui normali synth o software musicali. La scelta di creare un linguaggio di programmazione per gli strumenti virtuali ha spinto la produzione musicale molto in avanti, portando alla luce suoni che qualche decennio fa non sarebbero esistiti.

Sul sito ufficiale è possibile scaricare la documentazione ufficiale per imparare a programmare in KSP e iniziare a creare la vostra prima libreria sonora.

Kontakt è disponibile in due versioni: una gratuita e una a pagamento.

Quanto costa Kontakt?

  • La versione gratuita di Kontakt, denominata Kontakt Player, ti permette di utilizzare solo librerie con licenza, mentre librerie di terze parti o librerie personalizzate create da te avranno un limite di tempo di utilizzo di 15 minuti.
  • La versione completa di Kontakt (Full) costa 399€. Comprando la licenza completa non avrai nessuna limitazione e potrai utilizzare tutte le librerie di terze parti (librerie che non richiedono un seriale per essere installate). Insieme alla versione a pagamento di Kontakt sono incluse numerose librerie offerte dalla stessa casa madre come: Factory Library, Retro Machines MK2, Kontakt Play Series.

Kontakt può essere usato come applicazione standalone o come plugin per Mac e Windows. I formati disponibili sono: VST, AU o AAX. Potrai quindi usare Kontakt su tutte le DAW: Ableton Live, Pro Tools, Logic Pro, Reaper, Cubase e tanti altri ancora.

La storia di Kontakt

Il primo prodotto messo in vendita dalla Native Instruments prende il nome di Generator, successivamente rinominato in Reaktor, un sintetizzatore modulare digitale. Il software rilasciato nel 1996 sarà il primo software del catalogo musicale firmato NI. Nel 2000 iniziano a comparire i primi software per DJ come Traktor e, nel 2002 viene lanciato per la prima volta Kontakt, il primo campionatore digitale del produttore tedesco.

Kontakt nasce per dare l’opportunità ai più arditi esplorati del mondo digitale dell’epoca, di creare da sé “samples libraries”. Questa tipologia di software è conosciuta con diversi nomi tra cui: “librerie sonore”, “librerie audio” o ancora “virtual instruments”. Una libreria audio non è altro che la raccolta di suoni registrati e organizzati sui tasti di una tradizionale tastiera. Nascevano in quegli anni numerose community di appassionati che registravano i suoni di: sintetizzatori analogici, strumenti a fiato, batterie; tutto ciò che era analogico finalmente poteva avere anche la sua versione digitale compressa in pochi giga di memoria.

Con il passare degli anni sono nate sempre più librerie fino a creare una vera e propria spaccatura tra il mondo della sintesi e dei campioni. Molti marchi oggi basano la fonte principale del loro business sulla campionatura e la messa in opera di virtual instruments per sampler come Kontakt o alternative professionali come Omnisphere.

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Chi è Nils Lewin

Mi chiamo Nicola Bombaci alias Nils Lewin, sono un ingegnere informatico con la passione per la musica e l’audio. Durante la mia crescita professionale ho deciso di fondere questi due mondi apparentemente diversi tra loro.
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